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Stress da lavoro? Un test di autovalutazione del clima aziendale

Lo stress è uno dei problemi più gravi per chi lavora.

Per stress non si intende qualsiasi piccola contrarietà o situazione di attività, magari febbrile, ma comunque passeggera, bensì uno stato di tensione ed eccitazione continua: la sera non si è più in grado di staccare la spina. Quando la situazione  sfugge di mano, quando i  collaboratori commettono molti errori, quando non si riesce a rispettare le scadenze, quando si è costretti a finire tutto all’ultimo minuto, questi sono i sintomi di una situazione di stress lavoro – correlato.

Lo stress incide in modo negativo non solo sul benessere e sull’efficienza fisica del lavoratore, bensì aumenta anche il rischio d’infortunio e danneggia la salute.

Lo stress lavoro – correlato produce effetti negativi sull’azienda in termini di impegno del lavoratore, prestazione e produttività del personale, incidenti causati da errore umano, turnover del personale ed abbandono precoce, tassi di presenza, soddisfazione per il lavoro, potenziali implicazioni legali.

Tutti questi elementi rappresentano per l’azienda evidenti costi che potrebbero essere sensibilmente ridotti applicando, in maniera consapevole e partecipata, un percorso di valutazione dello stress lavoro – correlato che non sia solamente una procedura dovuta al mero rispetto della normativa, ma anche una presa di coscienza dell’azienda e dei lavoratori sullo specifico rischio.

Adottare provvedimenti per la gestione dello stress lavoro – correlato rende possibile prevenire o, quanto meno, ridurre l’impatto che tale rischio può avere sui lavoratori e sull’azienda anche in termini di produttività.

La normativa che disciplina la valutazione dello stress lavoro – correlato (art.28, commi 1 e 1 bis D.lgs. 81/08; Indicazioni commissione consultiva permanente per la valutazione dello stress lavoro correlato del17/11/2010; ISPESL. La valutazione dello stress lavoro correlato proposta metodologica del mese di marzo 2010) prevede un percorso a due fasi:

  • Valutazione Preliminare, da effettuarsi sempre;
  • Valutazione Approfondita, da  effettuarsi  in  relazione  ai  risultati  della  valutazione  preliminare.

La Valutazione Preliminare consiste nella rilevazione  di  indicatori oggettivi e verificabili, ove possibile numericamente, appartenenti alle seguenti categorie:

  • Eventi sentinella:  indici  infortunistici,  assenze  per  malattia,  turnover,  procedimenti  e  sanzioni, segnalazioni del medico competente, lamentele formalizzate, ecc..
  • Fattori di contenuto del lavoro: ambiente di lavoro e attrezzature, carichi e ritmi, orario,turni, corrispondenza tra competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti;
  • Fattori di contesto del lavoro: ruolo, autonomia decisionale e controllo, conflitti interpersonali, comunicazione, evoluzione di sviluppo di carriera.

Ove dalla valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro correlato, tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro si limiterà a darne conto nel Documento di Valutazione del Rischio e a prevedere un piano di monitoraggio.

Qualora, invece, si evidenzino elementi di rischio tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive il datore di lavoro  procederà  alla  loro  pianificazione  ed  attuazione  e,  ove  gli  stessi  risultino inefficaci, si procederà alla valutazione approfondita.

La Valutazione Approfondita consiste essenzialmente nella valutazione della percezione soggettiva  dei  lavoratori  rispetto  ai  livelli  di  stress  lavoro-correlato,  e  si  può  avvalere di  differenti  strumenti,  quali  questionari,  focus  group,  interviste  semistrutturate,  con riferimento a gruppi omogenei di lavoratori; nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile che tale fase venga realizzata tramite un campione rappresentativo di lavoratori

Il piano di monitoraggio con riapplicazione dello strumento per la valutazione preliminare dovrà essere ripetuto periodicamente (indicativamente ogni 2 anni) o, tempestivamente, nei casi previsti dall’art. 29 comma 3 del D.Lgs. 81/08 (in particolare per il rischio specifico, in caso di significativi cambiamenti dell’assetto organizzativo dell’azienda o in relazione a segnalazioni del medico competente).

Provate a diagnosticare la presenza del rischio stress lavoro-correlato in azienda in base alla check-list che segue.

Se si risponde di «sì» a più di quattro domande, allora sarà molto probabile la presenza del rischio.

DOMANDA
1. La frequenza con cui in azienda si verificano infortuni e danni alle cose è al di sopra della media?
2. In azienda si è sotto pressione a causa delle scadenze sempre troppo brevi?
3. I lavoratori si lamentano di essere stressati?
4. Le assenze dei lavoratori sono al di sopra della media?
5. In azienda vi è il rischio di licenziamenti?
6. I processi lavorativi sono spesso interrotti?
7. In azienda vi sono dei posti di lavoro nei quali gli addetti sono emarginati socialmente?
8. In azienda vi sono dei posti di lavoro in cui si svolgono mansioni monotone oppure che richiedono carichi o sforzi unilaterali?
9. La responsabilità in azienda è fortemente centralizzata?
10. In azienda si fanno i turni di notte o si lavora il fine settimana?

 

Articolo a cura di : Dott. Claudio D’Antonio

 

 

 

 

 

 

 

 

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2017-06-19T12:27:08+00:00 Categorie: Sicurezza e Privacy|

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